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martedì 9 giugno 2015

ITALIA - Costituzine (Art.3)

Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari 
dignità sociale e sono 
eguali davanti alla legge, 
senza distinzione di 
sesso, di razza, di lingua,
 di religione, di opinioni 
politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di 
ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la 
libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il 
pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva 
partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione 
politica, economica e sociale del Paese.

ITALIA - Costituzione (Art.2)

Art. 2
La Repubblica riconosce e
 garantisce i diritti 
inviolabili dell'uomo, sia 
come singolo sia nelle
 formazioni sociali ove si 
svolge la sua personalità,
 e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di 
solidarietà politica, economica e sociale.

martedì 2 giugno 2015

FESTA DELLA REPUBBLICA - 2 GIUGNO


La Festa della Repubblica italiana viene celebrata ogni anno il 2 giugno, in occasione dell’anniversario del referendum con il quale, tra il 2 e il 3 giugno 1946, gli italiani votarono per scegliere la forma istituzionale dello Stato tra repubblica e monarchia, dopo la fine del regime fascista a lungo appoggiato dalla famiglia regnante. I risultati ufficiali di quel voto, che per la prima volta nella storia italiana avvenne a suffragio universale, furono annunciati il 18 giugno 1946: 12.718.641 di italiani avevano votato a favore della repubblica, 10.718.502 a favore della monarchia e 1.498.136 avevano votato scheda bianca o nulla. In seguito a questi risultati, il 18 giugno 1946, la Corte di Cassazione proclamò ufficialmente la nascita della Repubblica Italiana. Ma la Festa della Repubblica fu fissata più tardi nel giorno del referendum, nel quale la repubblica era stata scelta dalla maggioranza degli italiani.
Nel nord Italia la repubblica vinse in quasi tutti i centri urbani principali, mentre al sud il voto fu quasi ovunque prevalente per la monarchia (a Napoli 900 mila voti per la monarchia contro neppure 250 mila per la repubblica; a Palermo quasi 600 mila contro 380 mila); a Roma i voti per la monarchia furono più di quelli per la repubblica, di poco (circa 30 mila schede).
festa della repubblica
La Festa della Repubblica venne celebrata ufficialmente per la prima volta nel 1948 e si fissò ogni anno il 2 giugno fino al 1977, quando a causa della crisi economica fu stabilito che venisse ricordata ogni anno la prima domenica di giugno (nell’anno precedente, il 1976, la tradizionale parata militare fu annullata a causa del grave terremoto che aveva provocato quasi 1000 morti in Friuli Venezia Giulia il 6 maggio). La data del 2 giugno fu poi ristabilita, insieme alle celebrazioni, dal secondo governo Amato con una legge del novembre 2000.
Il cerimoniale ufficiale della Festa della Repubblica prevede la deposizione di una corona d’alloro in omaggio al Milite Ignoto, all’Altare della Patria che si trova a Roma in piazza Venezia, da parte del Presidente della Repubblica, e la sfilata delle forze militari lungo i Fori Imperiali, a Roma. Oltre all’Esercito Italiano, alla parata partecipano anche la Polizia, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa Italiana e alcuni corpi della polizia municipale di Roma, della protezione civile e della Croce Rossa.

sabato 14 febbraio 2015

ITALIA - Costituzione (Articolo 11)

Emblema della Repubblica Italiana
Articolo 11 
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Commento:L’Italia era da pochi anni uscita da una guerra disastrosa e la volontà di pace si traduce in questa dichiarazione di principio, che limita la guerra soltanto ai casi di difesa del proprio territorio e dei propri cittadini. Riconoscendo che la pace può essere favorita da iniziative di cooperazione internazionale, si riconosce la possibilità di limitazioni alla propria sovranità, come si verificherà con l’adesione all’Onu, alla Comunità europea e ad altre organizzazioni internazionali.

ITALIA - Costituzione (Emblema della Repubblica Italiana)

L'emblema della Repubblica Italiana è caratterizzato da tre elementi:
- la stella,
- la ruota dentata,
- i rami di ulivo e di quercia

La stella è uno degli oggetti più antichi del nostro patrimonio iconografico ed è sempre stata associata alla personificazione dell'Italia, sul cui capo essa splende raggiante.Così l'Italia fu rappresentata nell'iconografia (immagini) del Risorgimento. La Stella è usata anche per indicare l'appartenenza alle forze armate del nostro paese.
La ruota dentata d'acciaio, simboleggia il lavoro e traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro".
Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale (l'art 11 della Costituzione Italiana recita:"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alle libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali").
la quercia incarna la forza e la dignità del popolo italiano.



Entrambi, poi, sono espressione delle specie più tipiche del nostro patrimonio arboreo.


L'Emblema dell' Italia Repubblicana fu scelto il 5 maggio 1948, al termine di un percorso creativo durato 24 mesi, passando per due concorsi pubblici ed un totale di 800 bozzetti, presentati da circa 500 cittadini, fra artisti e dilettanti.

Nell'ottobre del 1946, quando il Governo di De Gasperi istituì un'apposita Commissione che bandì un concorso nazionale aperto a tutti i cittadini, basato su poche tracce, quali l'inserimento della stella d'Italia. Ai primi cinque classificati sarebbe andato un premio di 10.000 lire.






ITALIA - Costituzione (Articolo 75)

Emblema della Repubblica Italiana
Articolo 75
È indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale e parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. 
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

Commento: Il referendum popolare rappresenta una forma di democrazia diretta. Sono però previsti limiti rilevanti: 
a) il referendum è solo abrogativo (non può introdurre nuove norme, ma solo eliminare quelle esistenti);
b) vi sono comunque norme che non possono essere abrogate con referendum; 
c) inoltre, la Corte di cassazione deve controllare la validità delle firme; 
d) la Corte costituzionale deve decidere sull’ammissibilità del referendum proposto.

ITALIA - Costituzione (Articolo 1)

Emblema della Repubblica Italiana
Articolo 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Commento: Il 2 giugno 1946 i cittadini italiani hanno scelto a maggioranza, votando in un referendum, che l’Italia non fosse più una monarchia, con a capo un re, ma una Repubblica. Questa Repubblica è democratica (e non oligarchica, dove comandano pochi), cioè il potere di comando (sovranità) è attribuito originariamente (appartiene) al popolo, che lo esercita direttamente (vedi art. 75 sul referendum) o indirettamente (vedi artt. 48, 60, 61, 122, sulle elezioni del Parlamento e dei Consigli regionali, provinciali e comunali). Il popolo è formato dai cittadini, termine che, a partire dalla Rivoluzione francese, ha sostituito quello di sudditi, che aveva il significato di sottoposti al potere del re e dei nobili. Il lavoro è visto come fondamento della vita democratica, come diritto che rende l’uomo pienamente “cittadino”.